ITINERARIO 11

da fano a gradara

km 325

Il percorso copre una distanza di 325 Km. 

Partenza da FANO, località balneare, dove oltre al bel mare (bandiera blu), è interessante visitare il Palazzo Malatestiano edificato nella prima metà del ‘400 e che oggi ospita il Museo Archeologico e la Pinacoteca con reperti preistorici, romani, collezioni di pitture di scuola locale fino all’arte contemporanea.

Avviandoci nell’entroterra raggiungiamo Fossombrone  cittadina collocata  su di un pendio, deve il suo nome all’antica cittadina di origini romane (Forum Sempronii), i resti della Rocca malatestiana sono visibili ancora oggi. Un’ altro sito che merita di essere visitato per lo spettacolare paesaggistico, sono le Marmitte dei Giganti, non ci sono molte indicazioni per arrivarci, esse si trovano in località San Lazzaro, frazione di Fossombrone, si raggiungono dopo 2 km circa da Fossombrone percorrendo la via  Flaminia. uscita Fossombrone ovest, al bivio per Fossombrone e Urbino bisogna seguire le indicazioni per Urbino e poi al cartello San Lazzaro svoltare a sinistra e prendere la Via Parrocchiale San Venanzio. Dopo poche centinaia di metri sei arrivato. Parcheggia e affacciati dal ponte dei Saltelli da dove si può ammirare tutta la bellezza di questo luogo.  L’ideale sarebbe partecipare ad unescursione con canoa o kayak e avventurarsi nel meraviglioso scenario naturale delle Marmitte dei Giganti.

 Il viaggio prosegue verso il comune di ACQUALAGNA, una cittadina situata nella provincia di Pesaro e Urbino. E’ definita a livello nazionale, la Capitale del Tartufo, per la presenza spontanea del tartufo bianco pregiato. La città si trova nei pressi della magnifica Gola del Furlo, confluenza del torrente Burano, una terra circondata da natura incontaminata e da uno scenario incantevole per gli occhi del visitatore che viene a scoprirla. La posizione di Acqualagna è strategica perché si trova ai piedi dei monti più alti della zona: il Catria ed il Nerone. Sulla riva sinistra del fiume Candigliano, lungo la Flaminia, a 3 chilometri da Acqualagna, sorge l’Abbazia di San Vincenzo al Furlo, così detta perché vicina alla superba gola del Furlo, sorta nell'area della distrutta città romana di Pitinum Mergens.

Il percorso prosegue verso l'Appennino umbro-marchigiano in  direzione PIOBBICO, su di una vallata chiusa tra due montagne che sono monte Nerone (1526 m) e monte Montiego (975 m); è bagnato dai fiumi Biscubio e Candigliano che si uniscono proprio nel centro abitato. Potrebbe essere interessante visitare Il Castello dei Brancaleoni, un edificio appartenente ai conti Brancaleoni. Retto nel XIII secolo come fortezza, rimaneggiato in seguito e trasformato nel 1573-1587 in una splendida dimora rinascimentale per volere dei conti di Piobbico. Lasciato in grave abbandono e deturpato all'interno nell'ultimo dopoguerra, è stato sottoposto in tempi recenti a radicali lavori di restauro.

Si prosegue verso Città di Castello, Arezzo, Bibbiena, Badia Pratalia fino ad arrivare a  BAGNO DI ROMAGNA comune della provincia di Forlì-Cesena, in Emilia-Romagna, situato nell'Appennino tosco-romagnolo. Conosciuta per le proprietà curative delle sue acque fin dai tempi dei Romani, attualmente tra le più note località termali italiane.  La zona è ricca di tesori naturalistici tra cui il Passo dei Mandrioli, un valico che piace molto ai motociclisti. Il territorio appenninico nel quale si inserisce il Passo dei Mandrioli era, già in passato, luogo di passaggio tra l’Emilia Romagna e la Toscana. Una mulattiera, infatti, permetteva di raggiungere Bagno di Romagna e Poppi, passando per il Santuario della Verna. Qui troviamo il Lago dei Pontini e il Lago Lungo, deliziosi specchi d'acqua circondati da una natura lussureggiante. Oltre alla pesca sportiva, offrono luoghi di ristoro, aree per pic-nic e sentieri per passeggiate tra i castagneti.

Continuando il percorso arriviamo a SAN LEO un paese costruito su uno sperone di roccia della Valmarecchia da cui si possono osservare San Marino e il Marecchia. SAN LEO , da sempre capitale storica del ducato di Montefeltro. Qui troviamo la famosa Fortezza di San Leo dal 1631 adattata a carcere nelle cui anguste celle furono imprigionati patrioti risorgimentali tra i quali Felice Orsini e il palermitano Cagliostro. Anche dopo l’Unità d’Italia, la fortezza continuò ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1906.

Proseguendo si arriva a  SAN MARINO, ufficialmente Serenissima Repubblica di San Marino, è il terzo Stato più piccolo d'Europa ed è situato all'interno tra l'Emilia-Romagna e le Marche. La Repubblica di San Marino comprende l'alta valle dell'Ausa, la parte sinistra dell'alta valle del Marano e quasi tutta la valle del rio San Marino. San Marino Alta, dispone di tre nuclei fortificati, definiti "torri", costruiti nel XIV secolo circa, con ampliamenti del XVI secolo. Interessante visitare la Basilica di San Marino, la chiesa principale dello Stato, sorge in piazzale Domus Plebis, appartenente alla diocesi di San Marino-Montefeltro dedicata al patrono della città e dello Stato.

Lasciando  SAN MARINO dopo pochi Km. troviamo MISANO, una località spiccatamente votata al turismo balneare, meta di vacanze estive. La città ha molto da offrire anche sul fronte naturalistico e sportivo, grazie alla sua esclusiva darsena, al vicino Autodromo Internazionale Misano World Circuit Santamonica e agli itinerari cicloturistici che si possono percorrere nell’entroterra della vicina Valconca. Misano World Circuit dal 1972 è il cuore pulsante di un territorio storicamente appassionato delle Due e quattro ruote, dei camion e negli ultimi anni anche di rally e flat track: da decenni il circuito esalta lo spettacolo dei motori ospitando ed organizzando eventi per un pubblico di oltre 600.000 persone provenienti da tutto il mondo. È intitolato alla memoria di Marco Simoncelli motociclista italiano morto nel 2011.

Il viaggio prosegue verso l’ultima tappa del nostro viaggio, GRADARA  uno dei borghi più belli d’Italia, anzi il Borgo dei Borghi d’Europa. Il castello di Gradara, antica dimora di Paolo e Francesca, ed il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medievali meglio conservate d’Italia. Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato, Malatesta, Sforza e Della Rovere. Inoltre si possono visitare le grotte ed il museo storico.

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Fano

Fano, denominata, ancora oggi “Città della Fortuna”. Località balneare e bandiera blu, caratteristica per la sua spiaggia di sassi, “Sassonia”. Cittadina di epoca romana, possiamo ammirare le mura antiche e l’Arco d’Augusto, la Fano sotterranea. Palazzo Malatestiano, edificato nella prima metà del 400 che ospita il Museo archeologico e la Pinacoteca con reperti preistorici, romani e collezioni di pitture di scuola locale fino all’arte contemporanea. L’ex Chiesa di San Francesco è una delle bellezze artistiche più interessanti e suggestive della cittadina, anche per la sua caratteristica unica di essere priva di tetto e il suo pavimento è un prato d’erba. Nel sottoportico sono visibili le tombe della famiglia Malatesta, signori di Fano nel periodo medievale.

Fano-Porto Fano Piazza Fano mura romane

Acqualagna - Gole del Furlo - Monte Nerone

Acqualagna, nota per la sua produzione di tartufi è definita a livello nazionale, la Capitale del Tartufo, vista la sua importanza riconosciuta durante tutto l’anno per i vari eventi dedicati e per la tradizione plurisecolare di ricerca, produzione e commercializzazione del tubero più famoso di tutti i tempi. La città si trova nei pressi della magnifica Gola del Furlo, nella confluenza del torrente Burano, una terra circondata da natura incontaminata e da uno scenario incantevole per gli occhi del visitatore che viene a scoprirla. La posizione di Acqualagna è strategica perché offre ai suoi ospiti la vicinanza ai monti più alti della zona: il Catria ed il Nerone. Merita attenzione un piccolo antiquarium che porta il nome di Pitinum Mergens, la città romana che sorgeva 4 km ad ovest nei pressi del fiume Candigliano, distrutta e abbandonata tra il V e il VI secolo. In località Colombara di Acqualagna, è stata individuata e scavata una villa rustica, edificata agli inizi del II secolo a.C. con una piccola parte ricostruita in epoca imperiale. Il sito archeologico, individuato in corrispondenza di un luogo leggermente rialzato ove è ancora presente una sorgente perenne. La villa, a pianta rettangolare, è costituita da ambienti disposti attorno ad un cortile centrale. Le strutture murarie sono costituite da filari di blocchetti di pietra locale, messi in opera con una certa regolarità. Al suo interno sono stati rinvenuti, ancora intatti, oggetti d’uso e vasellame a vernice nera, derrate agricole carbonizzate, nonché attrezzi agricoli e finimenti, attualmente conservati nel suddetto Museo Archeologico Pitinum Mergens di Acqualagna che espone anche il plastico ricostruttivo della villa romana.

Acqualagna tartufo bianco pregiato gole del Furlo Monte Nerone

Piobbico

Piobbico, situata in una vallata chiusa tra il monte Nerone e il monte Montiego.  Il borgo è bagnato dai fiumi Biscubio e Candigliano, che si uniscono proprio nel centro abitato. Di origini molto antiche si hanno testimonianze di insediamenti preistorici e della presenza degli etruschi, la storia del borgo è legata a quella della famiglia Brancaleoni a cui fu affidato il feudo di queste terre intorno all’anno mille. Di particolare interesse il Castello dei Brancaleoni, eretto nel XIII secolo, rimaneggiato e trasformato nel ‘500 in una splendida dimora rinascimentale. Tra gli edifici religiosi spiccano la Chiesa di San Pietro, situata ai piedi del castello, all’interno della quale spicca una pala d’altare raffigurante San Pietro attribuita a Giorgio Picchi e la Chiesa di Santo Stefano, riedificata dai Brancaleoni nel 1784 dopo il terremoto. In stile barocco, al suo interno conserva la pala “Riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto” di Federico Barocci (1593-1680) e una serie di statue di profeti e personaggi biblici. Molto affascinante e suggestiva la Fornace, di età romana.

Piobbico Piobbico Vicolo Piobbico Canyoning

Città di Castello - Arezzo

Città di Castello, testimonianza di un passato medievale, merita una piccola occhiata. Simbolo della città è senza dubbio il gruppo di campanili che la rende subito riconoscibile e che rappresentano una sorta di “summa” delle sue stesse vicende storiche.

Arezzo offre tutto quello che ci si aspetta dalla Toscana più bella: le atmosfere, l’accoglienza, l’arte e la gastronomia, Giorgio Vasari e Piero Della Francesca sono da sempre i testimonial storici della città. I loro lasciti artistici e architettonici sono, ancora oggi, la maggiora attrazione cittadina. Tutto rimanda a loro: il loggiato di Piazza Grande, uno dei più armonici complessi architettonici d’Italia, quindi del mondo. Costruita in ripida salita, sulla sua insolita forma a trapezio si affacciano chiese, edifici storici, loggiati e antiche botteghe. Due sole volte l’anno, invece, si svolge la Giostra del Saracino, rievocazione del periodo in cui ci si allenava contro l’eventuale invasione dei “Mori”, diventando così lo scenario di questa antica competizione in costumi medievali. Gli affreschi della Basilica di San Francesco, La piccola chiesa in pietre e mattoni è famosa perché ospita “La Leggenda della Vera Croce” di Piero Della Francesca, giustamente ritenuto uno dei capolavori assoluti dell’arte italiana. Il ciclo di affreschi è ispirato alla Legenda Aurea scritta dal vescovo ligure Jacopone Da Varagine e molto in voga nel Medioevo. La “Leggenda” racconta la storia del pezzo di legno con cui fu costruita la Croce di Gesù: cresciuto dal ramo che Dio mise nella bocca di Adamo morto. Gli affreschi si svolgono in modo non cronologico ma sono allineati per simmetria: in alto ci sono le scene all’aperto, nella parte centrale scene di corte su sfondo architettonico, e, in basso, le battaglie. All’interno della Basilica di San Francesco è da ammirare anche un affresco di Luca Signorelli e il grande Crocifisso centrale del Maestro di San Francesco. il Duomo di San Donato, costruita sul luogo della antica Acropoli cittadina, venne edificata a partire dal 1278 e finita solo nel 1500. La facciata è stata rifatta all’inizio del 1900 mentre l’interno, originale, è diviso in tre ampie navate. Spiccano per bellezza le vetrate colorate di Guillame de Marcillat e la Maddalena di Piero della Francesca dipinta nel 1465. Nell’annesso Museo Diocesano sono conservate diverse opere tra cui alcune del Vasari e di Luca Signorelli. Il pannello in marmo con il “Battesimo di Cristo” che decora il Fonte Battesimale è attribuito a Donatello. Affacciata su Piazza Grande, l’abside della Pieve di Santa Maria contribuisce alla scenografia d’insieme del principale luogo di Arezzo. La facciata principale della chiesa è nascosta in Via Seteria, a sinistra della piazza. Ha cinque arcate cieche nel basamento e tre ordini di loggiati che si reggono su 68 colonne. Il poderoso campanile sulla destra è detto delle “100 buche” per la particolare lavorazione delle bifore abbinate su cinque piani. L’interno è a tre navate con soffitto a capriate. L’opera più importante della Pieve è il Polittico di Pietro Lorenzetti che raffigura una Madonna col Bambino, l’Annunciazione, Assunta e 12 santi. L’abside, che affaccia sulla piazza è romanica con arcate cieche e due logge sovrapposte. Arezzo ha giustamente reso omaggio a uno dei suoi figli più illustri: Giorgio Vasari, pittore, architetto e storico dell’arte italiano. La Casa Museo permette di ammirare le opere distribuite sui tre piani: scritti e corrispondenze che l’artista tenne con altre personalità del suo tempo tra le quali Michelangelo, Cosimo I de Medici e Pio V.

Città di Castello Città di Castello fiume Tevere Arezzo

Bibbiena - Badia Pratalia - Bagno di Romagna

Bibbiena, abitata fin dall’epoca etrusca, la nascita del borgo di Bibbiena risale al Medioevo. In particolare, il borgo si sviluppò attorno ad un castello che tra l’XI ed il XII secolo fu di proprietà dei vescovi di Arezzo. Oggi Bibbiena è famosa per la produzione del panno casentino, un tradizionale tessuto di lana, verde o arancione, molto apprezzato anche dagli stilisti internazionali.

Badia Prataglia, un piccolo paese attraversato dal Cammino di San Vicinio e dai percorsi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che esteso su un’area di circa 37.000 ettari. Da non perdere la Pieve di Santa Maria Assunta, unico resto di un’abbazia costruita nel 986 e consacrata nel 1008. La cripta è di epoca romana, come testimoniano alcuni dei capitelli.

Bagno di Romagna, un centro termale noto per le proprietà curative delle sue acque calde, conosciute già in epoca preistorica e sfruttate dai Romani. In epoca medievale lo sviluppo della zona fu garantito dalla favorevole posizione geografica e dalla viabilità: la strada di collegamento fra Roma e Ravenna era percorsa dai pellegrini che attraversavano l’Appennino dirigendosi verso sud (via dei romei), e che trovavano un punto di ristoro a Bagno, menzionata in alcuni documenti come “Balneum sanctae Mariae”. La qualità degli impianti ricettivi, della ristorazione, del patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale, fa di Bagno una meta turistica riconosciuta dal Touring Club Italiano, che ha premiato la località con la Bandiera Arancione. A pochi chilometri, alle pendici del monte Comero, è ubicato il lago di Acquapartita, immerso nel verde, caratterizzato da una fauna ittica in grado di offrire la possibilità di pescare in tutte le stagioni e con differenti tecniche sportive.

Bibbiena Bagno-di-romagna

San Leo

San Leo. Due chiese, una piazza, una fortezza e uno sperone roccioso a 600 metri sul livello del mare, rendono questo borgo in provincia di Rimini un luogo fuori dal tempo. A vederlo oggi così tranquillo, non si crede che San Leo sia stata nei secoli niente più che una straordinaria fortezza militare e una macchina da guerra puntata contro chiunque avesse pretese di conquista sul Montefeltro e la valle del Marecchia. Ma lo si capisce subito quando ci si arrampica verso la cima, tra le dolci colline del Montefeltro. Quando la strada si fa ripida e compare la sagoma del paese, sembra quasi una nave persa nella nebbia del mare, una visione che nei secoli ha affascinato Dante, attirato San Francesco, terrorizzato Cagliostro. Si accede al centro storico attraverso un’unica strada scavata nella roccia, la passeggiata è bella e panoramica. Superata la Porta di Sopra con il Torrione Trincera e si arriva direttamente in Piazza Dante con a sinistra Palazzo della Rovere e a destra Palazzo Nardini. La fontana classica è il “centro” di San Leo e punto di riferimento, si trova dove nel Medioevo c’era l’albero della comunità o Olmo di San Francesco. Accanto alla fontana c’è la Pieve, la più antica chiesa di San Leo e il Palazzo Mediceo. Dalla stradina accanto si sale al Duomo che rappresenta una delle più singolari ed importanti testimonianze dell’architettura romanico-lombarda e alla Torre Civica uno straordinario esempio romanico nonché un simbolo secolare di San Leo ancorata direttamente alla roccia. Se si alzano gli occhi al cielo, da qualsiasi punto di San Leo si vede la fortezza, da sempre considerata un ammirevole punto d’incontro tra natura e arte. Dal 1631 divenne un carcere con ospiti illustri, il più famoso tra tutti è l’alchimista Cagliostro. Condannato dalla Chiesa cattolica al carcere a vita perché considerato eretico.

San Leo San Leo

Repubblica di San Marino

Repubblica di San Marino, il più antico Stato sovrano e Repubblica costituzionale del mondo. riconosciuta dall'UNESCO come testimonianza eccezionale di una democrazia rappresentativa fondata sull'autonomia civica e l’autogoverno essendo la capitale di una Repubblica indipendente dal XIII secolo, con una continuità unica e senza interruzioni. passeggiando per le strette viuzze caratteristiche del borgo medioevale fino alla piazza del Palazzo del governo e visita della Basilica del Santo Patrono. Costituitasi intorno all’anno Mille si è fortificata con la costruzione di tre rocche sulla vetta del monte Titano: la Rocca, o Guaita, risalente al sec. XI; la Cesta (sec. XIII), e il Montale (sec. XIII). Il monumento più antico è la chiesa di San Francesco, fondata nel sec. XIV e rimaneggiata nei sec. XVII-XVIII. Palazzo Valloni, sede della biblioteca pubblica e dell'archivio di Stato e la porta della rupe risalgono al Quattrocento. Al sec. XIX risalgono sia la basilica neoclassica di San Marino, in stile neoclassico, sia il neogotico Palazzo del governo, sede dei principali organi istituzionali e amministrativi. Ospitato nel palazzo Bergami-Pelluzzi, il Museo possiede reperti archeologici, raccolte numismatiche e una Pinacoteca con ceramiche e dipinti di Tiziano, del Guercino, dello Spagnoletto e del Ghirlandaio. Con il rispetto di ordinamenti storici, la Repubblica di San Marino ha saputo mantenere le tradizioni secolari. Un primo esempio è fornito dalla rivalutazione dell'uso della balestra, la più antica arma di difesa della repubblica, tradizione che rivive grazie alla costituzione di una federazione di balestrieri che, insieme a un corpo di sbandieratori, di musici antichi e di figuranti, spesso si esibisce in costume storico durante le manifestazioni ufficiali, dando vita a spettacolari gare di tiro.

Misano

Misano ha molto da offrire anche sul fronte naturalistico e sportivo, grazie alla sua esclusiva darsena, al vicino Autodromo Internazionale Misano World Circuit Santamonica, dedicato al famoso pilota tragicamente scomparso Marco Simoncelli e agli itinerari cicloturistici che si possono percorrere nell’entroterra della vicina Valconca. Settembre è il periodo in cui Misano si riempie di appassionati delle due ruote per la tappa italiana della gara di MotoGP.

Circuito di Miano gabicce-monte

Gradara

Gradara, eletta tra i Borghi più belli d'Italia, il suo castello fu antica dimora di Paolo e Francesca, personaggi tra i più affascinanti e intriganti del canto quinto dell’inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, capolavoro della letteratura italiana. Esso si annuncia al visitatore con la sua imponenza, è il protagonista del paesaggio man mano che ci si avvicina, si cominciamo a scorgere le mura che difendono il borgo fortificato. Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato, gli Sforza e i Della Rovere Questo borgo fortificato è una delle strutture medievale meglio conservata nel territorio italiano.

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