ITINERARIO 4

DA FANO A SAN BENEDETTO DEL TRONTO

KM 420

L’itinerario coprirà una distanza di 420 Km e avrà la durata di due giorni.

La partenza è prevista a Fano da Porta Maggiore alle ore 9.30, ai partecipanti verrà consegnato il “Welcome Kit” di Terra di Piloti e Motori, che comprende uno zaino, T-shirt, adesivi e mappa dei 13 moto giri nella regione Marche.

Fano, denominata, ancora oggi “Città della Fortuna”, località balneare e bandiera blu, caratteristica per la sua spiaggia di sassi, “Sassonia”. Cittadina di epoca romana, possiamo ammirare le mura antiche e l’Arco d’Augusto, la Fano sotterranea. Palazzo Malatestiano, edificato nella prima metà del 400 che ospita il Museo archeologico e la Pinacoteca con reperti preistorici, romani e collezioni di pitture di scuola locale fino all’arte contemporanea. L’ex Chiesa di San Francesco è una delle bellezze artistiche più interessanti e suggestive della cittadina, anche per la sua caratteristica unica di essere priva di tetto e il suo pavimento è un prato d’erba. Nel sottoportico sono visibili le tombe della famiglia Malatesta, signori di Fano nel periodo medievale.

Percorrendo una strada con piacevoli curve fra colline e borghi attraverseremo Mombaroccio, Montegiano, Fontecorniale, Monteguiduccio, Scotaneto, Isola del Piano fino ad arrivare a Fossombrone.

Spostandosi ancora verso l’interno marchigiano si arriva ad Acqualagna, famoso sito nazionale per la produzione spontanea del Tartufo Bianco Pregiato, occasione ideale per fare la sosta pranzo e gustare i prodotti tipici accompagnati da ottimi vini locali.

Si prosegue alla volta del Passo del Furlo, Nei tempi più remoti il suo nome era Saxa Intercisa ovvero Pietra Spaccata o anche Sasso Rotto, in seguito prese la denominazione di Petra Pertusa cioè Pietra Forata. luogo incantevole, una gola fra le montagne incisa anche grazie alla presenza di fratture e faglie attraversata dal fiume Candigliano, con la sua acqua di un intenso verde smeraldo, accompagna il motociclista per quasi tutto il passo. Le formazioni rocciose del Giurassico che affiorano ampiamente nella Gola del Furlo e nel Bosso sono ricche di Ammoniti, Molluschi Cefalopodi a conchiglia ritorta e variamente ornata che ebbero un’eccezionale diffusione nei mari del Mesozoico, da 225 a 65 milioni di anni fa. La specie che caratterizza la Riserva è indubbiamente l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), presente con una coppia fin da tempi storici; la sua regolare nidificazione sulle pareti del M. Paganuccio e la frequentazione dei pascoli sommitali ne ha fatto un simbolo per l’area protetta. Interessante e piacevole sarebbe fermarsi per una breve sosta e immortalare le particolarità paesaggistiche offerte.

A Cagli, meta successiva, graziosa cittadina ricca di monumenti, posta lungo l'antica via Flaminia famosa anch’essa per la presenza del Tartufo Bianco Pregiato. Del periodo medievale restano la chiesa di S. Francesco e la chiesa di S. Domenico, entrambe con interni ad aule arricchite di tele a affreschi. Fra gli edifici civili vanno almeno citati il quattrocentesco Palazzo Preziosi-Brancaleoni e il cinquecentesco Palazzo Tiranni-Castracane, oltre all'ottocentesco Teatro Comunale con ricca sala a palchetti, raffinato esempio di “teatro all’italiana”, inaugurato nel lontano 1878. Monumento romano di grande rilevanza è il Ponte Mallio sul torrente Bosso, il Torrione Martiniano che fa parte di un importante sistema di fortificazione, progettato dall’architetto senese Francesco Di Giorgio Martini su commissione del Duca Federico da Montefeltro.

Ancora piacevoli curve procedendo verso Pergola, cittadina che è stata inserita tra i borghi più belli d’Italia dall’associazione omonima, territorio in equilibrio tra montagna e mare, che vanta paesaggi di indubbia bellezza, un clima dolce e i segni di una storia molto antica. Fa parte di un territorio, la Val Cesano, che ha ospitato insediamenti sin dalla preistoria, come testimoniano reperti neolitici e tracce lasciate successivamente dagli etruschi e dai celtici. Tra le cose da vedere, il posto d’onore lo occupa il Duomo, costruito nel 1285 convivono lo stile romanico e neoclassico. Al suo interno pregevoli opere d’arte come il reliquario gotico del XV secolo.  Da visitare la Chiesa dei Re Magi che prende il nome da una tela del Pisano raffigurante proprio l’adorazione dei Re Magi. Il museo dei Bronzi Dorati che conserva una testimonianza storica unica e originale: un gruppo di bronzo dorato risalente all’età romana che rappresenta una famiglia con due figure femminili, dei cavalieri e dei cavalli riccamente decorati.  La chiesa di Santa Maria delle Tinte, costruita nel XVIII secolo, dalla sua stranissima forma “a tempietto”, trionfo di stucchi e gessi, la si può scorgere, dall’alto di un grande balcone (ciò che rimane delle mura di cinta) con vista sui vecchi lavatoi, sugli orti e sui giardini delle case di sotto, e soprattutto accanto al placido fiume Cesano, scendere magari dalle Scalette, per andare a vederla da vicino. E’ consigliata una sosta per degustare prodotti tipici locali.

Da Pergola verso Sassoferrato, Fossato di Vico, Casacastalda, San Gregorio, Patrignano, Palazzo fino ad arrivare ad Assisi,  Del passaggio di San Francesco (patrono d’Italia) e Santa Chiara restano chiese piccole e grandi, luoghi miracolosi, cripte che attirano ogni anno migliaia di fedeli. Oltre ai luoghi religiosi in cui hanno lasciato i loro capolavori Giotto e Simone Martini, Assisi ha una bella Rocca, una ricca Pinacoteca Civica, uno straordinario Tempio della Minerva e una scenografica Piazza del Comune. Poi siamo in Umbria, quindi c’è una grande tradizione di ospitalità e una gastronomia con prodotti di eccellenza. Ci sembrano motivi sufficienti per pensare ad una visita nella cittadina umbra che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del mondo: A 4 km dal centro di Assisi si trova la seconda chiesa di Assisi legata a San Francesco. A 4 km dal centro di Assisi si trova la seconda chiesa di Assisi legata a San Francesco: è la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, la piccola chiesetta ospitata nella Basilica in cui San Francesco compose il Cantico delle Creature costruita per inglobare e quindi proteggere alcuni luoghi emblematici nella vita del Santo. Qui ha la visione in cui Gesù gli conferisce l’Indulgenza conosciuta come “Indulgenza della Porziuncola” o “Perdono di Assisi”.  Un luogo simbolico pieno di fascino: il Roseto con le rose in cui San Francesco si rotola per combattere contro il dubbio e la tentazione. Secondo il racconto, le piante a contatto con il corpo del santo perdono le spine dando origine alla “Rosa Canina Assisiensis“, che ancora oggi continua a fiorire solo alla Porziuncola e il Transito, un vano in pietra in cui si trovava l’infermeria del convento, dove San Francesco passò gli ultimi giorni della sua vita.

Proseguendo il percorso si giunge ad Assisi.  Dopo una giornata ricca e intensa di emozioni, si consiglia di riposarsi pernottando.

Si riparte in direzione dei Monti Sibillini, il quarto massiccio montuoso per altezza dell’Appennino, costituiti prevalentemente da rocce calcaree, formatesi sui fondali di mari caldi, presentano cime che superano frequentemente i 2.000 m di altitudine, come la maggiore del gruppo, il monte Vettore (2.476 m s.l.m.), il Pizzo della Regina (o monte Priora), il monte Bove e il monte Sibilla. A cavallo tra Marche e Abruzzo, ospita l’omonimo Parco Nazionale, visitare i centri dei Comuni   del Parco costituisce un'occasione indimenticabile per rivivere, appieno, il fascino di un tempo, per scoprire i tesori dell'uomo, così sapientemente incastonati nella natura, per maturare un'esperienza che, anche sotto il profilo culturale, risulterà realmente vivificante ed indimenticabile per ogni visitatore.

Proseguendo per Rivotorto, Spello, Upello, Casette Cupignolo si resta incantati quando, dopo un cammino tra gole, forre e aspre vette, si schiude allo sguardo la lussureggiante piana di Santa Scolastica, dove, colma di storia e di arte, si adagia Norcia, Oggi Norcia, racchiusa tra le mura del XIII secolo, desta lo stesso stupore. Resta sospesa nel tempo, tra le evocazioni sacre di San Benedetto, del quale fu terra natale e il verde denso dei monti che la coronano. I segni dell'antico che ne riempiono musei e architetture si osservano anche fuori le mura, nell'altopiano, dove si trovano una serie di risorgive che alimentano le Marcite, un ambiente caratterizzato da prati mantenuti costantemente umidi dai sistemi d'irrigazione realizzati, secoli addietro, dai monaci benedettini. In questo luogo incantato si potrà cenare e pernottare.

Ancora tante curve ai piedi del Monte Vettore, verso Castelluccio per rientrare nel territorio marchigiano e raggiungere il Lago di Gerosa, un bacino artificiale che sorge a 650 mt. s.l.m. alimentato principalmente dal fiume Aso che dalle pendici del monte scende giù fino all’Adriatico. Manifestazioni di canoa, vela e pesca sono organizzate frequentemente poiché le dimensioni generose si prestano per ospitare queste attività. Molto apprezzato anche durante il periodo estivo per via delle sue spiaggette che diventano meta di turisti che qui vengono a godersi giornate in relax, buon sole e spettacolari vedute. Una sosta è d’obbligo per ammirare e immortalare la bellezza del luogo.

Continuando in direzione di Ilice e Comunanza, passando dalle montagne alla costa verso Cupra Marittima si arriva a San Benedetto del Tronto, ultima tappa del tour. Affacciata sul Mar Adriatico, la tranquilla cittadina marchigiana è diventata un vero e proprio polo turistico che attira ogni anno moltissimi visitatori grazie al clima mite, l'ospitalità genuina, il buon cibo e tante bellezze storiche ed artistiche disseminate sul territorio. San Benedetto del Tronto è anche la vera anima della Riviera della Palme, tra i viali e i giardini della città il lungomare cittadino è una vera oasi di tranquillità e benessere, poi la spiaggia, lunghissima, bandiera blu ininterrottamente dal 1999, il porto peschereccio più importante dell'Adriatico e la tradizione culinaria marinara che si esalta con il celebre brodetto alla sambenedettese, oltre ad essere un grande contenitore di storia, cultura e tradizioni, un luogo da visitare, gustare e tenere nel cuore, dove passare l’ultima serata e cenare in un locale tipico e gustare i prodotti del luogo.

Possibilità, per chi lo desidera, Terra di Piloti e Motori fornisce assistenza sui pernotti in strutture ricettive convenzionate, comunicandolo la richiesta all’associazione in tempi congrui.

r.rossini@terrapilotimotori.it

Phon. +39 320 903 8402

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FANO

FANO, denominata, ancora oggi “Città della Fortuna”, località balneare e bandiera blu, caratteristica per la sua spiaggia di sassi, “Sassonia”. Cittadina di epoca romana, possiamo ammirare le mura antiche e l’Arco d’Augusto, la Fano sotterranea. Palazzo Malatestiano, edificato nella prima metà del 400 che ospita il Museo archeologico e la Pinacoteca con reperti preistorici, romani e collezioni di pitture di scuola locale fino all’arte contemporanea. L’ex Chiesa di San Francesco è una delle bellezze artistiche più interessanti e suggestive della cittadina, anche per la sua caratteristica unica di essere priva di tetto e il suo pavimento è un prato d’erba. Nel sottoportico sono visibili le tombe della famiglia Malatesta, signori di Fano nel periodo medievale.

Fano-centro Fano-centro Mura romane Fano

Passo del Furlo

Acqualagna, famoso sito nazionale per la produzione spontanea del Tartufo Bianco Pregiato, occasione ideale per fare la sosta pranzo e gustare i prodotti tipici accompagnati da ottini vini locali.

Passo del Furlo, Nei tempi più remoti il suo nome era Saxa Intercisa ovvero Pietra Spaccata o anche Sasso Rotto, in seguito prese la denominazione di Petra Pertusa cioè Pietra Forata. luogo incantevole, una gola fra le montagne incisa anche grazie alla presenza di fratture e faglie attraversata dal fiume Candigliano, con la sua acqua di un intenso verde smeraldo, accompagna il motociclista per quasi tutto il passo. Le formazioni rocciose del Giurassico che affiorano ampiamente nella Gola del Furlo e nel Bosso sono ricche di Ammoniti, Molluschi Cefalopodi a conchiglia ritorta e variamente ornata che ebbero un’eccezionale diffusione nei mari del Mesozoico, da 225 a 65 milioni di anni fa. La specie che caratterizza la Riserva è indubbiamente l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), presente con una coppia fin da tempi storici; la sua regolare nidificazione sulle pareti del M. Paganuccio e la frequentazione dei pascoli sommitali ne ha fatto un simbolo per l’area protetta. Interessante e piacevole sarebbe fermarsi per una breve sosta e immortalare le particolarità paesaggistiche offerte.

tartufo bianco pregiato gola del Furlo galleria del Furlo

Cagli

Cagli, meta successiva, graziosa cittadina ricca di monumenti, posta lungo l'antica via Flaminia famosa anch’essa per la presenza del Tartufo Bianco Pregiato. Del periodo medievale restano la chiesa di S. Francesco e la chiesa di S. Domenico, entrambe con interni ad aule arricchite di tele a affreschi. Fra gli edifici civili vanno almeno citati il quattrocentesco Palazzo Preziosi-Brancaleoni e il cinquecentesco Palazzo Tiranni-Castracane, oltre all'ottocentesco Teatro Comunale con ricca sala a palchetti, raffinato esempio di “teatro all’italiana”, inaugurato nel lontano 1878. Monumento romano di grande rilevanza è il Ponte Mallio sul torrente Bosso, il Torrione Martiniano che fa parte di un importante sistema di fortificazione, progettato dall’architetto senese Francesco Di Giorgio Martini su commissione del Duca Federico da Montefeltro.

Le gole di Cagli Torione di San Francesco di Giorgio Martini Teatro Comunale di Cagli

Assisi

la città in cui nacquero, vissero e morirono  San Francesco, patrono d'Italia, e Santa Chiara. La Basilica di San Francesco è il luogo che dal 1230 conserva e custodisce le spoglie mortali del Santo. La Porziuncola è una piccola chiesa situata all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, essa si annovera tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue mura, san Francesco comprese la sua vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette il Perdono di Assisi o "Indulgenza della Porziuncola".

Altrettanto interessanti sono la Basilica di Santa Chiara e la Cattedrale di S.Rufino importanti luoghi di culto del centro storico di Assisi. Il cosiddetto Tempio di Minerva, di arte augustea dedicato probabilmente ad Ercole ed eretto nel 30 a.C., fu trasformato in chiesa di Santa Maria sopra Minerva nel Cinquecento, con il relativo campanile, chiamato "Torre del Popolo". Risulta essere tra i templi romani meglio conservati del mondo antico. Nelle sale al piano nobile di Palazzo Vallemani, splendida dimora barocca dalle volte affrescate all’inizio del Seicento da pittori umbri e toscani, è esposta la Pinacoteca Comunale di Assisi, che comprende un cospicuo gruppo di affreschi di epoca medioevale e rinascimentale. La raccolta fu riunita in seguito all’Unità d’Italia (1859). La Rocca Maggiore domina da più di ottocento anni la città e la valle del Tescio, costituendo la più valida fortificazione di difesa.

Assisi Assisi Assisi

Sassoferrato

Sassoferrato, borgo di origini romane, si possono visitare il museo comunale della Miniera di Zolfo di Cabernardi, l’Abbazia di Santa Croce di Sentinum e il Parco archeologico. Tra gli scavi è possibile individuare strade romane, resti delle terme, mosaici, epigrafi ed è ritenuto uno dei siti archeologici più rilevanti delle Marche. L’importanza di Sentinum, citata in tutti i libri di storia è legata ad una battaglia che cambiò le sorti e segnò il percorso inarrestabile dei Romani nel 295 a.C.

Sassoferrato Sassoferrato centro chiesa Santa Croce

Rivotorto, Spello, Upello, casette Cupignolo, Colfiorito - Castelluccio - Norcia

Il nostro viaggio prosegue attraversando Rivotorto, Spello, Upello, casette Cupignolo, fino ad arrivare ai comuni di Colfiorito e Ussita; zone tristemente colpite dal Terremoto del 2016 nelle quali è ancora evidente la devastazione.

La fiorita di Castelluccio Norcia

San Benedetto del Tronto

Qui si possono visitare il Museo della civiltà marinara delle Marche, che è situato nel complesso del Mercato Ittico sanbenedettese e va ad aggiungersi ai già esistenti Museo Ittico e Museo delle Anfore dando vita al “Polo Museale del Mare”. Ultima sezione del polo museale è l’Antiquarium Tifernum che raccoglie numerosi reperti archeologici recuperati nel corso degl’anni dall'Archeoclub locale, e documenti antichi che narrano la storia di San Benedetto del Tronto e dei comuni limitrofi dal Neolitico fino al millequattrocento. Centocinquanta scalini e siamo arrivati sulla Terrazza del Faro, una “scalata” che vale la pena fare; dall’alto si può ammirare tutta la città e il panorama circostante. Questo faro è il più importante e il più potente del tratto di costa che va da Ancona a Ortona, domina tutto dall’alto dei suoi 31 metri: una torre cilindrica che si staglia verso il cielo e proietta raggi di luce bianca fino a 32 miglia nautiche.

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