ITINERARIO 12

da marotta a fermo

km 185

Questo tour inizia a MAROTTA, una località balneare situata nella provincia di Pesaro e Urbino il cui territorio è ripartito in due comuni: Mondolfo e San Costanzo. La spiaggia di Marotta rientra tra quelle che hanno ottenuto la Bandiera Blu d'Europa; essa è posta tra Fano e Senigallia ed è bagnata dal mar Adriatico. Lungo il litorale si alternano zone di spiaggia sabbiosa e spiaggia rocciosa, mentre il fondale è uniformemente sabbioso.

Percorrendo 50 km di belle strade verso l’interno passando per Monterado, Corinaldo, Ostra Vetere, Serra dei Conti e Montecarotto si arriva a MOIE, una frazione del Comune di Maiolati Spontini. Abitata già dal Neolitico prima del II millennio a.C., Moje (che significa palude) ed il resto del Comune di Maiolati con tutta la zona circostante, entrò a far parte dell'Impero Romano. Nei secoli a ridosso dell'anno Mille sorsero e si svilupparono le prime abbazie benedettine nella Vallesina; i monaci immessi dalla Santa Sede bonificarono infatti la ricca vallata. Situata sulla riva sinistra del fiume Esino e lungo l’antica via Flanbenga, l’Abbazia di Santa Maria delle Moie fu probabilmente fondata all’inizio dell'XI secolo dalla famiglia Attoni-Alberici–Gozoni come monastero privato.

Dopo una strada divertente da percorrere si arriva a CINGOLI, un comune della provincia di Macerata; posto sulla sommità del Monte Circe a 631 m. S.l.m. per la sua posizione panoramica sul territorio marchigiano è chiamato il "Balcone delle Marche", per questo attira molti turisti da tutta la penisola. Dalle sue mura di cinta medievali è infatti possibile la vista di gran parte del territorio limitrofo. Fa parte inoltre del club dei Borghi più belli d'Italia. A Cingoli si può visitare il Museo Internazionale del Sidecar, unico nel suo genere, il suo fondatore Costantino Frontalini, che in trentanni ha raccolto oltre cento esemplari di questo singolare mezzo di trasporto, creando una collezione molto interessante da vedere.

La tappa successiva è TOLENTINO dove è possibile visitare la Basilica di S. Nicola, in origine intitolata a San Giorgio, che venne costruita fra il XIII secolo ed il XIV secolo per poi essere completata ed arricchita nei secoli successivi. Nel 1476 venne dedicata a San Nicola da Tolentino che era stato ospitato per circa trenta anni nell'annesso convento, morendovi nel 1305. La Cattedrale di San Catervo è il duomo di Tolentino, e con-cattedrale della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Nel gennaio del 1961 Papa Giovanni XXIII la elevò alla dignità di Basilica minore. Nella contrada Rancia, sulla pianura situata alla sinistra del fiume Chienti, sorge il Castello della Rancia, uno dei simboli della città. Si presenta come un edificio di forma quadrangolare composto da una cinta merlata rafforzata da tre torri angolari. Tra il 1353 e il 1357 venne trasformato nel castello attuale per volere dei Signori di Camerino.

Finiamo il nostro tour con la città di FERMO, un comune di circa 37.000 abitanti. Posto ai piedi del Monte Sabulo, sorge ad oltre 320 m.s.l.m. Le origini del borgo sono molto antiche e fu una delle più importanti colonie romane. Testimonianza della Fermo romana sono le cisterne romane, un'opera edilizia ipogea di età augustea (40 d.C.), della superficie di circa 2.000 metri quadrati divise in 30 camere poste su 3 file parallele, realizzate allo scopo di accumulare riserve d’acqua.

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Marotta-Corinaldo-Montecarotto-Moie

Marotta, rinomato centro balneare di Marotta (spiaggia Bandiera Blu 2017) è ancora vivo l'attaccamento alle tradizioni del passato marinaro, rievocate nelle feste locali. Lungo il litorale si alternano zone di spiagge sabbiosa e spiaggia rocciosa, mentre il fondale è uniformemente sabbioso. La spiaggia è caratterizzata dal recupero di un moletto, divenuto un punto di attrazione primaria, oltre ad una serie di stabilimenti balneari moderni e ben attrezzati.

Con le sue poderose Mura e le mille altre storie di mattoni e laboriosità, le rinfrescanti e rinvigorenti zone verdi e boscose, il passato archeologico, gli uomini e le donne nella storia, gli ormai mitici Matti di Corinaldo e la bambina diventata Santa ecco la cittadina di Corinaldo. Continuando verso una pregevole area naturalistica ricca di flora e fauna, al cui interno scorre il torrente Fossato si giunge a Montecarotto prima di incontrare un borgo incantato arroccato su una collina che guarda verso il mare. Curva dopo curva prima di arrivare al castello di Maiolati ci si lascia trasportare dalla meraviglia di queste dolci colline, dei campi coltivati e dall’odore della campagna. Arrivati non si può fare a meno di fermarsi qualche minuto ad ammirare in silenzio la bellezza della natura che regala paesaggi incantevoli. Passeggiare per i vicoli di questo borgo dove il canto degli uccelli è più forte di qualsiasi altro suono è davvero emozionante. Le casette, i fiori e qualche albero secolare parlano di una storia antica e scoprire tra le vie del paese l’Abbazia di Santa Maria delle Moie, un esempio significativo di architettura romanica.

Marotta Moie Montecarotto

Tolentino

Tolentino il suo centro storico è ancora oggi delimitato per lunghi tratti dalle mura duecentesche, conserva opere d´arte e monumenti di notevole valore. Città d’arte tra le più note e frequentate delle Marche, in posizione strategica nella valle del Chienti, fu municipium romano e precedentemente fu centro piceno (come raccontano le numerose necropoli rinvenute nella zona). La Basilica di San Nicola, la cui facciata è rivestita in travertino, è di grande interesse artistico; in particolare il portale, opera dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo detto il Rosso, in cui si fondono mirabilmente elementi del gotico fiorito ad effetti spaziali tipici del primo Rinascimento. Il chiostro rappresenta il più antico esempio degli ordini mendicanti in Italia. Il luogo di maggior interesse artistico del complesso è costituito dal "Cappellone di San Nicola". La sala è rinomata soprattutto per la sua decorazione pittorica, una delle più vaste e meglio conservate dei primi anni del Trecento guidate dal pittore Pietro da Rimini. Da visitare anche il Museo degli Ex-Voto, il Museo delle Ceramiche, il Museo dell’Opera e le Esposizioni permanenti di presepi. In Piazza della Libertà si trova la torre campanaria della Chiesa di San Francesco, divenuta il simbolo della città grazie all’ orologio a quattro quadranti, che rappresentano le fasi lunari, le ore italiche, l’ora astronomica e i giorni della settimana e del mese. Altre attrazioni da non perdere sono: Palazzo Sangallo, sede del Museo Internazionale della Caricatura; Palazzo Parisani Bezzi, dove nel febbraio 1797 fu firmato il Trattato di Tolentino tra Napoleone Bonaparte e lo Stato Pontificio; il Duomo dedicato al patrono di Tolentino, San Catervo, che conserva il sarcofago del santo, di epoca romana; il settecentesco Teatro Vaccaj. Poco lontano dal centro sorge il Castello della Rancia, sede del museo archeologico: in origine fattoria e granaio, di forma quadrangolare è composta da una cinta merlata rafforzata da tre torri angolari fu trasformato in castello dai Da Varano, signori di Camerino tra il 1353 e il 1357. Ottima occasione per gustare un’ottimo pranzo accompagnato da vini locali.

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Fermo

Fermo, questa cittadina ha davvero molto da offrire: storia, cultura, arte ed ottimi prodotti tipici. Colpisce subito i suoi visitatori accogliendoli nella sua splendida piazza del Popolo: un vero e proprio salotto all’aria aperta, che racchiude tra due file di logge uno spazio di ampio respiro. Sulla piazza si affaccia il bel Palazzo dei Priori, l’edificio più antico della città in cui oggi si trova il Comune nonché la pinacoteca. Al suo interno si colloca la seconda meraviglia di Fermo: un mappamondo del 1713 completamente realizzato a mano da un cartografo di Fabriano, Amanzio Moroncelli. Il mappamondo è custodito nella sala omonima, una splendida biblioteca seicentesca ricca di manoscritti grazie all’importante donazione di 15.000 opere da parte di un signore locale. Un gioiellino di Fermo è il suo Teatro dell’aquila: con i suoi circa 1000 posti è uno dei teatri settecenteschi più grandi non solo delle Marche, chicca storica di Fermo sono le sue cisterne romane, un’opera edilizia risalente addirittura all’età augustea (40 d.C.) ma tutt’oggi visitabile grazie ad un ottimo stato di conservazione.

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