ITINERARIO 13

da san benedetto del tronto a fossombrone

km 310

La partenza è prevista dalla città di S. BENEDETTO del TRONTO. Qui possiamo visitare il Museo della civiltà marinara delle Marche, che è situato nel complesso del Mercato Ittico sanbenedettese e va ad aggiungersi ai già esistenti Museo Ittico e Museo delle Anfore dando vita al “Polo Museale del Mare”. Ultima sezione del polo museale è l’Antiquarium Tifernum che raccoglie numerosi reperti archeologici recuperati negli anni scorsi dall'Archeoclub locale, e documenti antichi che narrano la storia di San Benedetto del Tronto e dei comuni limitrofi dal Neolitico fino al 1400. Vale la pena fare  i centocinquanta scalini per salire sulla Terrazza del Faro, dove dall’alto si può ammirare tutta la città e il panorama circostante. Questo faro è il più importante e il più potente del tratto di costa che va da Ancona a Ortona, domina tutto dall’alto dei suoi 31 metri: una torre cilindrica che si staglia verso il cielo e proietta raggi di luce bianca fino a 32 miglia nautiche.

Si prosegue verso  OFFIDA è famosa per la laboriosa e paziente arte del merletto a tombolo, un’antica tradizione che si tramanda di generazione in generazione da almeno cinque secoli. Si può iniziare il tour dell’incantato borgo proprio ammirando l’incessante lavoro dei fuselli di legno nelle agili mani delle merlettaie. Lungo le vie del centro si trovano botteghe che vendono i pregiati lavori assistendo, spesso, anche alla loro realizzazione, con un sorprendente movimento incessante dei fuselli, con un intreccio di fili fissati da spilli. Se poi volete scoprire tutti i segreti allora non perdetevi il Museo del Merletto a Tombolo, all’interno dell’ottocentesco palazzo De Castellotti-Pagnanelli, che espone anche un abito indossato da Naomi Campbell. Costruito nel 1820 laddove una volta sorgeva l’antica Casa comunale di cui utilizza l’elegante portico quattrocentesco come facciata, troviamo il Teatro Serpente Aureo, dalla pianta tipica dei teatri settecenteschi italiani, Sul proscenio, l’antico sipario dipinto da Giovanni Battista Magini, raffigurante la leggenda del mitico Serpente d’Oro.

Il viaggio prosegue fino a raggiungere ASCOLI PICENO, città fondata dall’omonima civiltà dei Piceni secoli prima che venisse fondata Roma. Qui possiamo visitare la Pinacoteca civica considerata tra le più importanti della regione che ha sede del primo e del secondo piano del Palazzo dell'Arengo. Le attuali quindici sale espositive ospitano un gran numero di sculture, affreschi, raccolte numismatiche, ceramiche, strumenti musicali e miniature; il percorso museale è inoltre arricchito da arredi, dallo stile Barocco allo stile Impero, che fanno da cornice incomparabile ad una collezione di dipinti fra le più importanti di Italia.

Percorrendo una bella strada panoramica attraversando Rotella, Montaldo delle Marche, Monte Rinaldo, Monsanpietro Morico, Montegiorgio arriviamo ad URBISAGLIA “Urbs Salvia” fu un’antica e grande città del Piceno, colonia e municipio romano, che domina la valle del Fiastra, cinta da mura, degna erede di quella lontana e gloriosa città romana, testimoniata nel Parco archeologico. Riconosciuto come Parco archeologico regionale nel 1994, si estende per circa 40 ettari ed è il più importante e spettacolare delle Marche. Nel paese attuale, fondato nel Medioevo sulla collina sovrastante, notevole è la Rocca, costruita tra il XIII e il XV sec., di forma trapezoidale con quattro torri e un mastio con merli ghibellini. Nei pressi si trova la Chiesa dell’Addolorata, con un portale di origine romana e affreschi del primo Cinquecento e la Collegiata di San Lorenzo, costruita tra il 1790 ed il 1812. Poco lontano dal centro abitato sorge l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, con la chiesa, dalle forme architettoniche cistercensi, il Monastero e il palazzo dei principi Giustiniani Bandini, che nel 1773 subentrarono ai monaci cistercensi nel possesso delle terre. L’abbazia è oggi sede della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, che copre 1825 ettari di terra

La tappa successiva è SAN SEVERINO MARCHE sorge 50 km a ovest del mare Adriatico, dista circa 50 km dall'Appennino umbro-marchigiano ed è attraversato dal fiume Potenza e alcuni suoi affluenti. Osservando San Severino da lontano si nota subito l’imponente e meraviglioso Castello al Monte, che domina il territorio con la Torre Smeducci (pendente come quella di Pisa). Il complesso architettonico del Castello, sulla cima del Monte Nero, è annoverato fra i luoghi da vedere a San Severino Marche. Nelle vicinanze troviamo La fonte delle sette cannelle (XIII secolo) che prese il nome dal numero delle cannelle che la alimentavano. L’elegante costruzione con portico a due archi, poggianti in origine su colonne scanalate, fu rinnovata e restaurata più volte. Situato nella Valle dei Grilli incontriamo le grotte di Sant’Eustachio, l’edificio originario è stato dedicato a San Michele Arcangelo di Domora. Il monastero si distinse per la sua intensa attività ospitaliera, di alloggio dei viandanti e per i prodigi offerti dallo stillicidio dell’acqua delle grotte

Raggiungiamo l’ultima tappa del viaggio arrivando a  FOSSOMBRONE, il maggior centro della media val Metauro è caratterizzato da un centro d'impronta medievale disteso sul pendio di un colle e dominato da una Cittadella e dai ruderi della Rocca malatestiana. A Fossombrone sono tanti i luoghi di interesse da visitare tra cui la casa museo che si trova nel cinquecentesco Palazzo Pergamino. Si articola in venti sale di cui solo una d'arte antica le restanti contengono opere d'arte contemporanea e moderna dei migliori artisti italiani. E’ da visitare anche il  Parco archeologico Forum Sempronii dove gli scavi effettuati hanno portato alla luce parte della consolare Flaminia, numerosi edifici porticati, resti della cinta muraria, un edificio parzialmente adibito a terme ed un tratto del basolato romano.

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San Benedetto del Tronto - Offida

San Benedetto del Tronto. Affacciata sul Mar Adriatico, la tranquilla cittadina marchigiana è diventata un vero e proprio polo turistico che attira ogni anno moltissimi visitatori grazie al clima mite, l'ospitalità genuina, il buon cibo e tante bellezze storiche ed artistiche disseminate sul territorio. San Benedetto del Tronto è anche la vera anima della Riviera della Palme, tra i viali e i giardini della città il lungomare cittadino è una vera oasi di tranquillità e benessere, poi la spiaggia, lunghissima, bandiera blu ininterrottamente dal 1999, il porto peschereccio più importante dell'Adriatico e la tradizione culinaria marinara che si esalta con il celebre brodetto alla sambenedettese, oltre ad essere un grande contenitore di storia, cultura e tradizioni, un luogo da visitare, gustare e tenere nel cuore, dove passare l’ultima serata e cenare in un locale tipico e gustare i prodotti del luogo.

Offida, un borgo antico racchiuso dalle mura castellane del XV sec, è inserito tra I borghi più belli d'Italia. Posto su uno sperone roccioso, tra le valli del Tesino e del Tronto, è noto per la laboriosa e paziente arte del delicato merletto al tombolo, tradizione antica. Il cuore è Piazza del Popolo, dall’insolita forma triangolare, sulla quale si affacciano edifici diversi per stile e materiale.

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Ascoli Piceno

Ascoli Piceno, una città di torri, chiese, piazze e palazzi. La pietra, quindi, è protagonista del paesaggio: l’intero centro storico è stato costruito scolpendo i blocchi di travertino delle vicine cave del Piceno. Questo lo rende straordinariamente armonioso e uniforme, elegante ed accogliente. La sintesi di tutta questa bellezza si incontra in Piazza del Popolo, su cui affacciano la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani del Popoli, case medievali e portici. Considerata una delle piazze più belle d’Italia, Piazza del Popolo si contende il cuore degli ascolani con la vicina Piazza Arringo dove si trovano gli altri monumenti più importanti di Ascoli: il Palazzo dell’Arringo sede della Pinacoteca Civica, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Palazzo Episcopale con il Museo Diocesano. Città d’arte fuori dalle rotte turistiche più battute fagli italiani, Ascoli merita una visita anche per la tradizionale accoglienza marchigiana e una gastronomia eccellente.

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Urbisaglia

Urbisaglia è una cittadina dominante la valle del Fiastra, cinta da mura, degna erede di quella lontana e gloriosa città romana, testimoniata nel Parco archeologico, con l’anfiteatro, del I sec. d.C. e il teatro, ritenuto il più cospicuo delle Marche per forma e dimensioni e l’unico in Italia che conservi ancora decorazioni pittoriche. Nel centro storico, il museo fornisce un inquadramento generale sulla civilizzazione romana nella zona. Notevole la rocca, costruita tra il XIII e il XV sec., di forma trapezoidale con quattro torri e un mastio con merli ghibellini. Poco distante si trova la chiesa dell’Addolorata, con un portale di origine romana e affreschi del primo Cinquecento. Da non perdere un’escursione all’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra (parzialmente danneggiata dal terremoto dell'ottobre 2016), anche Riserva naturale, con la chiesa, dalle forme tipiche delle architetture cistercensi, il monastero e il palazzo dei principi Giustiniani Bandini. Il territorio, di antiche tradizioni culinarie, racconta una storia di passione ed eleganza che nasce nel mondo del vino. È una tradizione fatta di legami forti, terra ricca di colori e profumi si consiglia una sosta per il pranzo per assaporare le bontà del luogo.

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San Severino Marche

San Severino Marche è addossato al colle di Montenero, nella valle del Potenza. Il patrimonio artistico di San Severino Marche è fortemente legato al periodo di massima autonomia del comune e alla signoria degli Smeducci: a quest'epoca risalgono sia le numerose chiese gotiche visibili in città e nel territorio, sia le opere lasciate dalla locale scuola pittorica che ebbe i suoi massimi esponenti nei fratelli Salimbeni e in Lorenzo d'Alessandro. Il cuore della città è la bellissima Piazza del Popolo, dalla caratteristica pianta ovale. La fonte delle sette cannelle (XIII secolo), elegante costruzione con portico a due archi. Sul lato meridionale della piazza sorge il settecentesco Palazzo Comunale, mentre sul lato opposto spicca la facciata di gusto rococò della Chiesa di San Giuseppe. Tra gli altri edifici si notano il Palazzo Servanzi Collio, in cotto e bugnato, e il cinquecentesco Palazzo dei Governatori, con la Torre dell’Orologio. La piazza custodisce il Teatro Feronia, il cui interno è in stile neoclassico. Gli edifici di architettura religiosa più importanti sono: la Chiesa di San Domenico, rinnovata nel 1664; la Chiesa della Misericordia, che conserva una tela del Pomarancio e frammenti di affreschi di Lorenzo Salimbeni, la Chiesa di Sant’Agostino, ovvero il Duomo Nuovo, che conserva elementi quattrocenteschi e un portale tardo gotico in cotto; il Duomo Vecchio, caratterizzato da una facciata trecentesca e da un portale sormontato da una piccola edicola. Nei locali dell’adiacente episcopio ha sede il Museo Archeologico “Giuseppe Moretti”. Interessante è la Chiesa di San Lorenzo in Doliolo, che, secondo la tradizione, venne fondata dai monaci basiliani nel VI secolo sulle rovine di un tempio pagano. La principale attrazione è la Pinacoteca civica, ospitata presso Palazzo Tacchi Venturi. Raccoglie perlopiù quadri di scuola locale provenienti dalla confisca dei beni ecclesiastici negli anni successivi all'Unità d'Italia, e in parte opere prestate dalla diocesi e affreschi staccati per ragioni di conservazione. In una sala è stata ricostruita un'intera cappellina con le Storie di San Giovanni Evangelista dipinte dai Salimbeni; fra le altre opere vanno ricordati capolavori del Pinturicchio, Niccolò Alunno e Vittore Crivelli, Paolo Veneziano, Lorenzo D'Alessandro e Bernardino di Mariotto. Tra i prodotti tipici si segnalano insaccati, formaggi e il vino Doc “Terreni di San Severino”.

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Arcevia

Arcevia, spartiacque tra la campagna collinare e i primi monti dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Nel vasto complesso dell’ex convento di San Francesco, nel Museo archeologico sono presenti due raccolte di arte contemporanea dedicate allo scultore Edgardo Mannucci e al pittore Bruno D’Arcevia.

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Pergola

Pergola, cittadina che è stata inserita tra i borghi più belli d’Italia dall’associazione omonima, territorio in equilibrio tra montagna e mare, che vanta paesaggi di indubbia bellezza, un clima dolce e i segni di una storia molto antica. Fa parte di un territorio, la Val Cesano, che ha ospitato insediamenti sin dalla preistoria, come testimoniano reperti neolitici e tracce lasciate successivamente dagli etruschi e dai celtici. Tra le cose da vedere, il posto d’onore lo occupa il Duomo, costruito nel 1285 convivono lo stile romanico e neoclassico. Al suo interno pregevoli opere d’arte come il reliquario gotico del XV secolo.  Da visitare la Chiesa dei Re Magi che prende il nome da una tela del Pisano raffigurante proprio l’adorazione dei Re Magi. Il museo dei Bronzi Dorati che conserva una testimonianza storica unica e originale: un gruppo di bronzo dorato risalente all’età romana che rappresenta una famiglia con due figure femminili, dei cavalieri e dei cavalli riccamente decorati.  La chiesa di Santa Maria delle Tinte, costruita nel XVIII secolo, dalla sua stranissima forma “a tempietto”, trionfo di stucchi e gessi, la si può scorgere, dall’alto di un grande balcone (ciò che rimane delle mura di cinta) con vista sui vecchi lavatoi, sugli orti e sui giardini delle case di sotto, e soprattutto accanto al placido fiume Cesano, scendere magari dalle Scalette, per andare a vederla da vicino.

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Fossombrone

Fossombrone, una bella città ricca di storia, che si trova nella media valle del Metauro, sul percorso dell’antica Via Flaminia, il cui nome deriva da Forum Sempronii antico centro romano che conobbe un periodo di splendore in epoca imperiale. Per la ricchezza dei luoghi dell’arte e della cultura, il fascino degli ambienti naturali, Fossombrone è un luogo da scoprire poco a poco, per trovare lungo le vie o dentro le chiese e i palazzi, accanto alle testimonianze del passato o nel cuore di un bosco, emozioni fuori dall’ordinario. Cuore del centro storico è Corso Garibaldi e il suo caratteristico doppio porticato chiamato “le logge” che si suddividono in logge dei ricchi e logge dei poveri. Esse vennero costruite dopo il Mille.  Uno dei primi monumenti, passeggiando per il bel corso di Fossombrone, è la chiesa di San Filippo risalente al 1600 che vi stupirà con la sua barocca maestosità. La pala d’altare, del forsempronese Giovanni Francesco Guerrieri è un capolavoro, ed è circondato da altre tele: sue, di Ridolfi e Diamantini. Le decorazioni scultoree di stucco sono invece del durantino Tommaso Amantini. Anche il pavimento è una piccola opera d’arte, realizzato in uno stile affine al mosaico. Questa chiesa barocca è utilizzata come ambiente per concerti e manifestazioni artistico-culturali. Un luogo magico che attrae fotografi ed appassionati è il Ponte della Concordia sul fiume Metauro che attraverso il suo riflesso, dona una rappresentazione poetica ed emozionante di Fossombrone. Risalente al 1792, si tratta di uno dei più lodati d’Italia per la semplicità del suo unico arco a tutto sesto. Fossombrone è definita la città delle tre corti per la sua corte alta, corte bassa e corte rossa. La corte alta è l’antico palazzo rinascimentale e residenza dei signori della città, oggi sede del museo e della pinacoteca civica. Venne edificata da Federico da Montefeltro a partire dal 1464 come sede ducale e la mano dell’architetto Francesco di Giorgio Martini è riconoscibile nei vari stadi di ampliamento dell’edificio. Ammirate il cortile interno sopraelevato, con portali rinascimentali, l’elegante ballatoio e il sottostante ninfeo ad opera di Ludovico Carducci. Interessante è anche la cappellina del cardinal Giuliano. All’interno del palazzo le sale possiedono soffitti lignei con motivi floreali, stemmi ducali, scritte (FE DVX). Pregevole è anche la sala del Trono detta anche Teatro Ducale. La loggia sul lato est vi offrirà una splendida vista panoramica sulla città e gran parte della valle. Potete raggiungere la Corte Alta attraverso due suggestive scalinate: la prima è quella che parte dal “Palazzo del Magistrato”, di fronte al Duomo di Piazza Mazzini subito dopo gli archi del palazzo. La seconda è quella di via Lavinia Feltre della Rovere, dove si arriva salendo dalla via vicino alla bellissima chiesa di San Filippo. La corte bassa, al momento non è visitabile perché oggetto di restauro architettonico e artistico, fu anch’essa una delle residenze forsempronesi dei duchi di Urbino. È una costruzione cinquecentesca con porticato, finestre scolpite in arenaria, portale a bugnato piatto, nella corta rossa ci sono abitazioni private. Le Marmitte dei Giganti, chiamate anche Marmitte del diavolo, sono un fenomeno naturale e si inseriscono in un piccolo e suggestivo canyon con pareti alte circa 30 metri e con una larghezza massima delle due sponde di 13,20 metri. Una sorta di spaccatura dove le acque blu del Metauro rendono ancora più incantevole il paesaggio. Potete ammirare questo luogo fantastico anche affacciandovi alla spalletta del ponte di Diocleziano presso S. Lazzaro di Fossombrone, a circa due km dalla città. Sulla sommità del Colle dei Cappuccini sorge la Chiesa di S.Giovanni Battista del sec. XVI ora santuario del Beato Benedetto Passionei, con annesso Convento. Da qui scorgerete uno spettacolo naturale, affascinante ed unico panorama di Fossombrone, della vallata metaurense sino al mare. All’interno della Chiesa si trovano l’altare ligneo, la tela raffigurante la “Madonna e i Santi” del pittore pesarese Gaetano Bessi (1816) e il coro in noce. Di fronte si erge una grande croce in traliccio di ferro, che si illumina ogni notte ed è visibile da grande distanza.

 le-marmitte-dei-giganti-fossombrone ponte-di-Diocleziano-S. Lazzaro-di-Fossombrone Fossombrone

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