Tour 08/08/2020

TOUR DI 2 GIORNI DA PESARO A SAN BENEDETTO DEL TRONTO KM 480

320 €

Il Tour prevede una percorrenza di Km. 480 circa

Ci porterà a visitare Borghi, Castelli, riserve naturali e Laghi percorrendo piacevoli strade immerse nel verde fino ad arrivare al mare. Avrà una durata di 2 giorni.

Il check-in è previsto a Pesaro in Viale Mameli, 22 , nella sede del Museo Benelli alle 9,30. Il tour inizierà con la visita del Museo Benelli, mille metri quadri della sede storica dell’azienda metal-meccanica “Officine Benelli”, esempio di archeologia industriale della nostra città. Nell'esposizione permanente si possono ammirare 150 motociclette Benelli e MotoBi; la straordinaria storia dei sei fratelli viene narrata in un’ambientazione unica nel suo genere grazie al fatto che le moto esposte sono state progettate e costruite proprio in quei locali. Il museo è dotato di dispositivi multimediali per poter essere visitato anche virtualmente dal sito del museo.

Pesaro è una cittadina adagiata sulla costa ed è una delle città più animate e variegate delle Marche, con lunghi tratti di litorale sabbioso a cui si accostano due verdi promontori a picco sul mare, il Colle Ardizio e il Monte San Bartolo.

Per gli amanti della natura interessante è il comune di Montefabbri, uno dei “borghi più belli d’Italia”, la prima cosa che salta all'occhio è la sua conformazione, praticamente intatta nella sua cinta di mura che lo protegge. Anche i dintorni sono poco urbanizzati per cui la prima impressione che si ha visitando il piccolo borgo di Montefabbri è quella di tornare indietro nel tempo. L’ingresso avviene attraverso la porta Urbica, che consisteva nell'unico accesso al castello (ora ci sono altre scalinate che tagliano le mura e permettono di accedervi). L’arco anticamente sosteneva il ponte levatoio e potete ancora individuare le nicchie dove rientravano i bracci del ponte. Sui due lati dell’arco potrete notare all'ingresso una Madonna del latte in Arenaria, mentre nella parte interna lo stemma in marmo di Francesco Paciotti, architetto civile e militare, primo conte di Montefabbri. Appena entrati, nella piazzetta principale, vi aspetta la Chiesa di San Gaudenzio, una delle pievi più antiche dell’Arcidiocesi di Urbino. Da notare il fonte battesimale ricavato da un cippo di epoca romana e la cappella di Santa Marcellina che conserva i resti dell’omonima Santa.

Percorreremo serpeggianti strade che salgono e discendono fra il verde della campagna marchigiana in direzione Urbino, dove ci fermeremo per una breve visita. La bellezza di Urbino vi lascerà senza fiato, il suo centro storico è patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1998; Posta tra le dolci colline del Montefeltro, città di Raffaello, opera d’arte dipinta a quattro mani dall’uomo e dalla natura, è un luogo magico testimone del passaggio fra Medioevo e Rinascimento. Palazzo Ducale, dimora di Federico da Montefeltro è sede della Galleria Nazionale delle Marche, che conserva una delle più belle ed importanti collezioni d’arte del Rinascimento italiano. Sono presenti splendide opere di artisti quali Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Tiziano e Melozzo da Forlì. Tra le stanze del palazzo, si cela un luogo meraviglioso e privato, dove Federico era solito passare del tempo: lo studiolo del duca che custodisce pregevoli stucchi sulla volta ed è rivestito nella fascia inferiore di legni intarsiati da Baccio Pontelli su disegni di Sandro Botticelli, Francesco di Giorgio Martini e Donato Bramante. A pochi passi ci troveremo di fronte all’imponente Duomo. Negli anni 1474-1488, la Cattedrale di forme romanico-gotiche viene ricostruita dalle fondamenta, su disegno del senese Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), ma completata solo tra il 1604 e il 1607. Ad Urbino faremo una breve sosta degustazione con i prodotti tipici come la Crescia, una specie di piadina che si accompagna col Salame di Montefeltro, il Prosciutto di Carpegna, il Pecorino di fossa e soprattutto la Casciotta, un pecorino D.O.P. con un buon bicchiere di vino marchigiano. Bontà che vi faranno leccare i baffi e vi daranno energia per continuare il viaggio!

Il Viaggio prosegue verso Urbania percorrendo una bellissima strada molto amata dai motociclisti per le sue piacevoli curve “Le Capute” .

Urbania definita “La Signora del Metauro” è una cittadina ricca di tesori di arte, storia e natura. Il Palazzo Ducale, fu edificato sopra una rocca duecentesca pre_esistente appartenente alla famiglia dei Brancaleoni e poi ristrutturato dall’Architetto militare Francesco di Giorgio Martini nel 1470.  Fu allo stesso tempo Fortezza e Palazzo di Corte e una delle residenze dei Duchi di Urbino. Oggi il palazzo ospita il Museo Civico che raccoglie una ricca collezione di ceramiche antiche e contemporanee, una collezione di 50 incisioni dell’ultima generazione di incisori delle Marche e una pinacoteca con dipinti del XVI e XVII secolo di artisti marchigiani e non solo, tra cui anche La Madonna delle nuvole del Barocci. Degna di nota anche “Il corteo trionfale di Carlo V” del pittore e incisore Nicola Hogenberg (1530) di 12 metri. La Chiesa dei Morti è un luogo più unico che raro e si trova proprio nel centro storico di Urbania. Molto affascinante il portale gotico che permette l’accesso nella chiesa nota come il “Cimitero delle Mummie”. Dietro all’altare maggiore si trovano i corpi di 18 persone mummificate naturalmente, ognuno con una propria storia. Il luogo è noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuto ad una particolare muffa che ha permesso la conservazione.

Sant'Angelo in Vado ha origini medievali, è sorto sulle rovine della romana Tiphernum Mataurense, antico municipio distrutto durante la guerra gotica. L'abitato medievale fu dedicato all'Arcangelo Michele e definito 'in Vado' dal guado lungo il Metauro. Il centro storico è ricco di bei monumenti di varie epoche: dal 300 a.C. al 700 Poco lontano dal complesso chiesastico di San Francesco, nell'area del Campo della Pieve, sorge la "Domus del mito", il più importante ritrovamento archeologico venuto alla luce negli ultimi 50 anni. Eretta verso la fine del I° secolo d.C., è ampia circa 1.000 metri quadrati e impreziosita da un ricco complesso di mosaici. Sant'Angelo in Vado è conosciuta in tutto il mondo per la produzione spontanea del Tartufo Bianco pregiato e del tartufo nero estivo, dove nelle ultime tre settimane di ottobre e nella prima di novembre si tiene la Mostra Nazionale del tartufo Bianco alla quale è abbinato un motoraduno alla sua 40° edizione che richiama circa 3000 motociclisti ogni anno.

Ci sposteremo verso Apecchio, e ci fermeremo per il pranzo. Rifocillati saliremo in moto fino alla cima del monte Nerone (m.1526), una delle più alte vette dell’Appennino, dove ad attenderci ci sarà un suggestivo panorama a 360° su tutta la provincia.

A poca distanza, in frazione Colombara, si trova il noto Mappamondo della pace, interamente costruito in legno, suddiviso internamente in tre piani e idoneo a contenere seicento persone. Si tratta di un globo di 10 metri di diametro capace d'imitare la rotazione terrestre; per le sue eccezionali dimensioni è inserito nel Guinness dei primati. Apecchio fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Birra. Nel primo fine settimana di ottobre si volge la "Mostra mercato del tartufo e Festival della birra".

Proseguiamo in direzione Piobbico, dal 1879 ha sede l’originale Club dei Brutti, conosciuto in tutto il mondo, conta oltre 30.000 iscritti e 25 sedi sparsi in tutto il mondo. Ogni anno, a settembre, si tiene il festival ad esso dedicato. Attraverseremo valle del fiume Candigliano. In una delle sue grotte, alcune delle quali visitabili e di facile accesso, sono state ritrovate ossa di Ursus spelaeus risalenti a migliaia di anni fa, i cui resti sono conservati nel museo civico. Ci troviamo nel settore nord dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

Lasciate le montagne alle spalle si attraversano varie cittadine, Pietralunga, Montone, Montefelcino, Foligno, Colfiorito e Muccia, purtroppo alcune di queste zone sono state gravemente segnate dal terremoto del’2016.

Viaggeremo in una conca circondata da bellissimi colli verdeggianti con sullo sfondo i Monti Sibillini, dove si trova il più grande bacino idroelettrico della Regione Marche, il Lago di Fiastra, sulle rive del lago ci fermeremo per la cena e per il pernotto. Le sue acque vi colpiranno e stupiranno per la loro limpidezza ed intensità di colore. Azzurro chiaro, azzurro scuro, turchese, zaffiro, verde smeraldo, blu cobalto, numerose sono le sfumature che vi appariranno e che saranno sempre diverse con il variare della luce, della luminosità e degli scorci e promontori da cui lo ammirerete.  Tutta l’area intorno era già nota da un punto di vista archeologico ben prima della costruzione della diga: tombe con corredi sacri, frammenti di vasi di ceramica attribuiti al neolitico, lame, raschiatoi e grattatoi che servivano all’uomo paleolitico per cacciare e per grattare le pelli. Oggi questi tesori e reperti appartenenti al passato sono stati restituiti alla comunità marchigiana e custoditi presso il Museo archeologico nazionale delle Marche.

Alle 9,00 circa riprenderemo il nostro viaggio attraversando il vasto territorio, compreso tra il fiume Chienti e il Fiastra sorga l’Abbazia di Fiastra, una delle meglio conservate in Italia, essa si presenta spoglia e austera, venne costruita a pianta a croce latina dai monaci cistercensi intorno all’anno Mille, impiegando materiale proveniente dai resti della vicina città romana di Urbs Salvia, distrutta dai Visigoti di Alarico nel 408-409. Una vera oasi immersa tra i monti marchigiani. Arriveremo alla volta di un altro borgo medievale sui Sibillini, Sarnano, nonostante il terremoto, potete ancora passeggiare per i vicoli e le piazzette del centro storico assaporando l’atmosfera suggestiva di queste mura centenarie. Il castrum medievale di Sarnano è intatto ed è ancora in grado di offrivi l’emozione di un vero e proprio tuffo nel passato. Durante i mesi invernali le piste da sci del comprensorio di Sarnano, (composto dagli impianti di Sassotetto e Santa Maria Maddalena), che si trovano sul versante dirimpetto al Mare Adriatico, situato nel cuore dei Monti Sibillini sono uno dei più attrezzati dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Le cime innevate regalano agli appassionati della neve ambienti adatti alle varie discipline di sci, alle ciaspolate e allo snowboard.

Il viaggio prosegue attraversando le zone più colpite dal terremoto, Amandola, Comunanza, Balzo, Arquata del Tronto, Arquata Terme fino a Morrice, dove ci fermeremo per il pranzo.

Riposati ripartiremo in direzione San Benedetto del Tronto, ultima tappa del tour. Affacciata sul Mar Adriatico, la tranquilla cittadina marchigiana è diventata un vero e proprio polo turistico che attira ogni anno moltissimi visitatori grazie al clima mite, l'ospitalità genuina, il buon cibo e tante bellezze storiche ed artistiche disseminate sul territorio. San Benedetto del Tronto è anche la vera anima della Riviera della Palme, tra i viali e i giardini della città il lungomare cittadino è una vera oasi di tranquillità e benessere, con  spiagge, lunghissime e un mare al quale viene assegnata la bandiera blu ininterrottamente dal 1999. San Benedetto del Tronto è anche il porto peschereccio più importante dell'Adriatico e la tradizione culinaria marinara che si esalta con il celebre brodetto alla sambenedettese, oltre ad essere un grande contenitore di storia, cultura e tradizioni, un luogo da visitare, gustare e tenere nel cuore, dove passare l’ultima serata e cenare in un locale tipico e gustare i prodotti del luogo.

La quota di partecipazione è di €. 320,00

comprende:

il Welcome Kit, la giuda motociclistica, 1 degustazione, 1 ingresso al Museo Benelli, 1 ingresso al Museo delle Mummie a Urbania, 2 pranzi, 2 cene. 1 pernotto

Possibilità di rientro libero o per chi lo desidera, o pernottare a San Benedetto del Tronto. Terra di Piloti e Motori fornisce assistenza sulla scelta delle strutture ricettive convenzionate comunicandolo in tempi congrui.

Info: r.rossini@terrapilotimotori.it

Phon. +39 320 903 8402

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